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| | Grandi classici: Italo Svevo - Coscienza di Zeno (La) |
 | | E non perché Zeno menta, ma perché il suo io “malato” non è più il possessore della verità e la coscienza manipola i contenuti che le arrivano dall’inconscio, come insegna Freud, ma anche il filosofo Bergson, scopritore del tempo psicologico, soggettivo, oltre quello logico, oggettivo. |
 | | Nelle pagine finali, intitolate proprio Psicoanalisi, Zeno dichiara di voler abbandonare la terapia psicanalitica, frutto di ulteriore tormento e abulia per l’animo, che rimane come imprigionato nell’eccessiva presa di coscienza e non riesce a reagire. |
 | | E allora nel finale il romanzo prende un tono apocalittico: vi si immagina l’uomo che, in possesso di un “esplosivo incomparabile”, dopo averlo collocato al centro della terra, assisterà a una violenta esplosione in cui essa, “ritornata alla forma di nebulosa, errerà nei cieli priva di parassiti e malattie”. |
| www.sapere.it /tca/minisite/scuola/Grandi_Classici/html/id8013.html (210 words) |
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